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Utilizzo del Toamijutsu
- pagina a cura di Alberto Bergamini, istruttore della Kuro Kumo Ryu Ninjutsu -
 
  Il Toami (Rete) fa parte di quella serie di armi non convenzionali utilizzate dai Ninja per diversi scopi, simile a quelle dei Retiarii (Gladiatori romani che utilizzavano la rete per imprigionare gli avversari), ma composta di fibre vegetali ed animali intrecciate insieme, offrivano una garanzia di resistenza e di morbidezza insieme che le rendeva silenziose nell’utilizzo e comode da riporre (O indossare a fascia sotto lo Shinobi Shozoku).
Gli utilizzi, come affermavo precedentemente erano molteplici, passavano dal Mutō Dori (tecniche di disarmo comprendenti il disarmare l’avversario, o impedire che potesse estrarre la spada) al Nigiri Waza (tecniche per imprigionare l’avversario “afferrandolo” e “legandolo” come si faceva nel più tradizionale Hōjō Jutsu (Tecniche utilizzate per legare un avversario, le cui legature dovevano esprimere eleganza e non sar soffrire inutilmente la vittima). 
Ma naturalmente il Ninja, avendo come prerogativa l’effetto sorpresa, magari utilizzando la stessa arma per tecniche non convenzionali ed inusuali (escamotage che poteva sia salvarne la vita stessa , sia evitarne la cattura), utilizzava questa rete anche per il Goton Pō (tecniche di mimetizzazione attraverso i Cinque Elementi), ed infatti possiamo vedere come esistano tecniche di mimetizzazione per quanto riguarda il Mokuton (elemento Legno) utilizzando il Toami per arrampicarsi sugli alberi o per costruirsi una sorta di ragnatela fra il fogliame per attendere il passaggio della vittima designata (ad es.) oppure il Chiton (elemento Terra) costruendosi una tana di foglie ed arbusti sopra al Toami per occultarsi alla vista durante un inseguimento facendo così perdere le sue tracce, quasi simile all’utilizzo della Ghillie suit, ma con la prerogativa di essere molto meno ingombrante, ed infine il Suiton, (elemento Acqua) ancora più estremo del Chiton, in quanto il ninja posizionava il Toami in prossimità della vegetazione acquatica, mimetizzando perfettamente la sagoma del suo corpo (Infatti a differenza del fogliame e degli arbusti del Mokuton, la vegetazione acquatica è “legata” fra i vari elementi vegetali attraverso una miriade di piccole radici che forniscono una compattezza unica ed una mimetizzazione ottimale), e respirando attraverso la Fūkya, Cerbottana che sparava dardi affilati di bambù o ferro, spesso arrugginito o intriso di veleni (secondo la tecnica Doku Yaku o tecnica dell’utilizzo dei veleni).
Ma parlare così di tecniche di utilizzo del Toami è riduttivo, in quanto solo la fantasia unita alla necessità del Ninja poteva circoscrivere e confinare un’arma così versatile, pericolosa e utile allo stesso tempo.
Non dimentichiamo infatti che le abilità del Ninja o Sanjūrokkei (36 abilità, il doppio di quelle del Samurai che erano 18, più comunemente riunite in Kakuto Bugei) comprendevano una straordinaria manualità, infatti tutte le armi, le pozioni velenose del Doku Yaku, l’alimentazione o Ninja Shoku e le medicine Ninja Yaku, venivano autoprodotte, testate e collaudate personalmente.
Ma continueremo prossimamente l’argomento parlando delle tecniche strategiche (Hei-Hō)...



Allenamento di Jutai Jutsu



Tecnica di Muto Dori

Tecnica di Muto Dori (2)

Tecnica di controllo a terra e Zanshin Notate il particolare dell'arma rivolta verso la gola del vostro attaccante


Particolare della foto precedente

Particolare del bloccaggio

Tecnica di Nigiri Waza

Avvertenza: tutte le tecniche di Muto Dori devono essere eseguite in Se no sen, ovvero anticipando l'avversario.