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Lo spotting
scope T80 su treppiede con il suo fodero.
E' uno spotting scope che rende le immagini brillanti, ben visibili
anche in condizioni di scarsa luminosità.
E' leggero, nonostante le dimensioni tipiche di uno strumento da
osservazione professionale... |
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Il fodero
è leggermente imbottito per proteggere l'ottica da piccoli urti,
polvere e umidità.
Con la cinghia in dotazione si trasforma in un comodo sistema di
trasporto.
Nella foto si vede l'apertura frontale chiusa da una zip che si fissa
in posizione aperta grazie ad un piccolo rettangolo di velcro. |
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Nella parte
posteriore il fodero si apre in due parti per permettere
l'osservazione senza doverlo togliere.
Anche queste due parti si possono fissare sotto al copro dello
spotting scope ma nella foto sono lasciate "libere" per
renderle più visibili. |
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La manopola di
regolazione del fuoco dell'Olivon T80 è comoda da raggiungere senza
staccare l'occhio dall'oculare ed è molto fluida, in modo da
garantire una perfetta messa a fuoco sulle varie distanze.
Il trattamento con azoto garantisce una visione nitida, evitando al
massimo che la condensa possa formarsi sulle lenti. |
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Particolare
della regolazione degli ingrandimenti (variabile da 20X a 60X) di
questo spotting scope.
La filettatura visibile sul corpo dell'ottica permette di fissare un
coperchietto di metallo che protegge efficacemente l'oculare dagli
urti. |
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Il diametro
generoso della lente dell'oculare,
oltre a garantire una visione comoda, permette di scattare fotografie
grazie alla tecnica del digiscoping: attraverso un adattatore si può
accoppiare e regolare millimetricamente una macchina fotografica e,
usando gli ingrandimenti dello spotting scope stesso, scattare foto
incredibilmente dettagliate di soggetti a distanze elevate.
Viene usata spesso dai naturalisti perchè è un sistema molto più
economico che comprare un costoso obiettivo fotografico! |
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Particolare
dell'attacco dello spotting scope, permette di fissarlo su alcuni tipi
di cavalletti con teste a sgancio rapido.
In alternativa, è il caso della foto, si utilizza la filettatura
classica sotto alla piastra. |
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Allentando la
vite sul fianco dell'anello che stringe il corpo dello spotting scope,
si può regolare quest'ultimo in posizioni diverse da quella classica,
permettendo di osservare con un più basso profilo, o fissando lo
spotting scope più in alto della posizione in cui siamo e restare
riparati dietro a qualcosa, come fosse un periscopio. |
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La parte
frontale dello spotting scope è regolabile in diverse posizioni per
proteggere da infiltrazioni di luce la lente ed evitare nello stesso
tempo riflessi indesiderati che potrebbero rivelare la nostra
posizione.
La filettatura interna è perfetta per un filtro fotografico, per
proteggere ulteriormente lo spotting scope. |